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Successo per il convegno del DON MILANI “Conoscere il presente per orientarsi nel futuro”

Conoscere il presente per orientarsi nel futuro

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da Admin

Docente

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Sabato 17 gennaio gli studenti e le studentesse degli indirizzi scienze umane (tradizionale e opzione economico sociale) dell’Istituto statale Don Milani si sono riuniti al Gardaforum di Montichiari per partecipare alla seconda edizione del convegno orientativo “Conoscere il presente per orientarsi nel futuro”.
Nella prima edizione, avvenuta l’anno precedente, la tematica affrontata verteva sulla psicopedagogia e sul come prendersi cura di sé stessi e del prossimo; quest’anno le materie affrontate sono state diritto, economia, antropologia e sociologia come strumenti di partecipazione attiva all’interno della società e come modi per interpretare in maniera efficace e proficua la realtà. Ad aprire il convegno sono state sei ragazze che si sono esibite con la canzone “Sound of Silence” di Simon & Garfunkel, per sottolineare l’importanza di intervenire nella realtà che ci circonda. I successivi cinque interventi hanno tutti ruotato principalmente su questa tematica, anche se ogni materia trattata approfondiva poi il suo campo.
Tra un intervento e l’altro c’erano numerose letture o monologhi realizzati dalle studentesse dell’istituto. Il primo intervento è stato quello della dott.ssa Daniela di Monte che come prima cosa ha affermato che il silenzio ha un suono per poi spiegare le fondamenta della nostra costituzione di cui molte norme sono state riprese dal diritto romano poiché “[…] gli atteggiamenti degli uomini non cambiano nel corso dei secoli, cambiano solo le circostanze.” Per terminare, ha voluto sottolineare che nel mondo attuale abbiamo una grande varietà di mezzi di comunicazione e ciò non solo rende quest’ultima molto più complicata, ma anche fuorviante: non riusciamo più a distinguere le cosiddette “fake news” dai fatti veri. Per risolvere in parte questo dilemma l’unico modo è la conoscenza come strumento per comprendere il mondo.
Il secondo intervento è stato curato dalla dott.ssa Pieranna Civera che usando l’analogia con il caso Ferragni ci ha fatto comprendere quanto l’avvertimento di Platone si possa concretizzare oggi: “Non confondete le ombre con la verità.” Successivamente ha incentivato il pensiero critico autonomo contro l’omologazione delle opinioni e di come nella società odierna siamo chiamati a pensare perché le nostre azioni hanno un peso che grava su di noi come un macigno.
Il terzo intervento è stato gestito dal prof. Maurizio Ceppelli intitolato “Cittadini del domani: il bilancio ecosostenibile come strumento di democrazia”. Partendo dal quadro “La persistenza della memoria” di Salvador Dalì e spiegando come il tempo sfugge a tutti noi, ha spiegato l’Agenda 2030 che è stata scritta e sottoscritta il 25 settembre 2015 dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, durante un summit a New York, come un piano d’azione per affrontare le sfide globali entro il 2030. Successivamente ha trattato del Bilancio ESG (Environmental, Social, Governance), ovvero un documento che misura e comunica l’impatto di un’azienda su ambiente, società e governance, integrando i tradizionali bilanci finanziari per una visione completa in favore della sostenibilità. È usato da investitori, banche e stakeholder per valutare la responsabilità aziendale, ed è diventato obbligatorio per molte grandi aziende in Europa perché un’impresa sostenibile non è solo “green”, ma è un approccio che integra sostenibilità economica e ambientale, equità sociale e governance etica.
Il quarto intervento è stato quello del prof. Roberto Malighetti il cui discorso è disponibile su “Academia, research gate” intitolato “Neoliberalismo, soggettività e “usi social” dell’antropologia”. ​Il saggio di Malighetti si configura come una critica radicale alla “aziendalizzazione” dell’università, un processo in cui i parametri del mercato vengono trasposti all’interno della produzione del sapere. In questa prospettiva, l’istituzione accademica smette di essere il luogo della ricerca libera per trasformarsi in un ente erogatore di servizi, dove le tre missioni fondamentali — la ricerca scientifica, la didattica e la divulgazione — vengono valutate esclusivamente attraverso indicatori quantitativi e metriche di profitto. In conclusione, il professore ha incentivato allo studio e alla conoscenza come unica fonte di un futuro stabile.
Il quinto è ultimo intervento è stato curato dal prof. Stefano Tomelleri il quale si è soffermato su quanto ognuno di noi non sia in grado di autorealizzarsi, ma che necessita di persone che comprendano il proprio potenziale. Affermando ciò, ha fatto un parallelismo con Francesco Alberoni: quest’ultimo voleva diventare uno psicologo, ma tramite il contributo di Agostino Gemelli che lo ha indirizzato verso gli studi sociologici, è diventato uno dei pilastri fondamentali che ha tracciato la storia della sociologia. Successivamente ha messo in rilievo quanto per fare ciò che ci appassiona ci vuole autodeterminazione, ma ci vogliono anche gli incontri, le istituzioni e contesti sociali ed economici favorevoli ai nostri sogni. Il convegno si è concluso con l’esibizione di sette studenti dell’istituto che hanno trasmesso un caloroso invito a coltivare una libertà soggettiva che sta proprio nel non essere perfettamente conformi alla società.
Elisabetta Giovannoni, classe 4A LSU